La Sicilia combatte gli affitti abusivi grazie al CIR (Codice Identificativo Regionale). Tutto quello che c'è da sapere e come fare per averlo.

La Sicilia decide di porre fine al “fenomeno dell’abusivismo degli affitti turistici” denunciato da diversi anni da “Federalberghi Sicilia” ed emana un decreto che pone l’obbligo di censire tutte le strutture per l’accoglienza dei turisti, compresi gli alloggi turistici dei cittadini privati, cioè le seconde case al mare che di solito si danno in affitto per qualche giorno o qualche settimana, in modo occasionale, non organizzato e non imprenditoriale.

Il 27 luglio 2022 l’assessore del turismo, dello sport e dello spettacolo Manlio Messina firma infatti un decreto assessoriale, per l’esattezza il n. 1783, che istituisce il Codice Identificativo Regionale (CIR), strumento di cui devono obbligatoriamente munirsi sia le strutture ricettive, sia gli alloggi ad uso turistico, al fine di consentire alle autorità competenti, di semplificare i controlli (sicuramente anche fiscali). (Qui l’articolo dal sito della Regione Sicilia)

Al fine di evitare equivoci e dubbi interpretativi, il decreto fornisce una chiara definizione degli alloggi ad uso turistico e cioè tutte le unità immobiliari, anche di proprietà di singoli soggetti, non soggette a classificazione, situate in immobili o parti di immobile, all’interno delle quali è offerta ospitalità e/o soggiorno per un periodo inferiore a 30 giorni.

Non solo! Diventa da ora in poi obbligatorio anche per i proprietari/gestori di alloggi ad uso turistico:

– identificare gli ospiti in arrivo e comunicare le loro generalità alla questura territorialmente competente, attraverso la piattaforma web Alloggiati Web;

– comunicare, ai fini statistici, le presenze turistiche giornaliere al sistema di rilevazione Turist@t, una piattaforma web appositamente istituita.

Il decreto non lascia vie di scampo ai furbetti poiché in qualsiasi offerta pubblicitaria di struttura ricettiva e/o alloggio per uso turistico, il C.I.R. deve essere riportato in maniera ben visibile e chiara, nelle immediate vicinanze della denominazione e con le stesse dimensioni e carattere della denominazione stessa. L’obbligo riguarda non solo i proprietari che autonomamente pubblicizzano e gestiscono il proprio immobile ma anche soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e che gestiscono portali telematici, siti web, social media, anche con server posti al di fuori del territorio dell’Unione Europea.

Giusto per non avere dubbi, anche sul cartello con la scritta AFFITTASI occorrerà inserire il CIRl’art. 7 del decreto obbliga infatti di indicare codice C.I.R. in tutte le comunicazioni inerenti la pubblicità, la promozione, la commercializzazione e la prenotazione e la vendita di ciascuna struttura, sia che avvenga con scritti o stampati o supporti digitali o via web o con qualsiasi altro mezzo all’uopo utilizzato.

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Da quando decorre l’obbligo di munirsi del CIR in Sicilia?

L’obbligo decorre dal trentesimo giorno dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, quindi, considerando che detta pubblicazione è avvenuta il 12 agosto 2022 (a pagina 60), c’è tempo fino all’11 settembre 2022 per mettersi in regola.

Le conseguenze per chi non si adegua sono purtroppo salate: il decreto assessoriale prevede infatti sanzioni pecuniarie da 500 a 5000 euro, maggiorate del doppio in caso di reiterazione della violazione.

Ma cosa bisogna fare per ottenere il Codice Identificativo Regionale (CIR) in Sicilia?

Niente di più che una trafila burocratica che coinvolge il comune in cui è ubicato l’alloggio ed un caricamento di informazioni e documenti sulla piattaforma web turist@t. Ma vediamo nei dettagli la procedura, soffermandoci in particolare sugli alloggi ad uso turistico (per intenderci, quelli dei privati), tenendo conto dei chiarimenti espressi da una recente circolare dello stesso assessorato, pubblicata il 10 agosto 2022, per l’esattezza la numero 27026.

Il primo passo da fare è presentare al comune presso cui è ubicato l’alloggio un’apposita Comunicazione di Offerta di Ospitalità, tramite l’apposita modulistica (un modulo per ciascun alloggio) dove si devono indicare:

– i dati del locatore;

– i dati identificativi dell’immobile (indirizzo e dati catastali);

– titolo di disponibilità (ad esempio, proprietario, locatario, usufruttuario, ecc…);

– dimensione ricettiva (quante camere, quanti posti letto, quanti bagni, ecc…);

– se l’immobile risponde ai requisiti per l’accesso a persone diversamente abili;

– la modalità prevalente di affitto (infrasettimanale, settimanale, quindicinale, ecc…);

– tipologia di riscaldamento;

– se è presente l’aria condizionata;

– gli elettrodomestici presenti in cucina ed eventuali altre dotazioni;

– i siti web utilizzati per la pubblicizzazione dell’alloggio.

Ci sono anche dei documenti da allegare:

– planimetria dell’immobile;

– certificato di abitabilità oppure Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) e perizie di asseveramento degli impianti;

– certificato catastale;

– carta d’identità nel caso in cui si scelga di firmare il documento con la firma autografa (se si sceglie di firmarlo digitalmente la carta d’identità non è necessaria).

In secondo luogo occorre accreditare la propria struttura sulla piattaforma web turist@t, mediante l’apposita sezione “Richiedi un account” e contestualmente richiedere il Codice Identificativo Regionale (CIR) utilizzando l’apposita sezione dedicata, allegando copia della Comunicazione di Offerta di Ospitalità già presentata al comune.

 

Una volta ottenuto il CIR cosa devo fare?

L’art. 7 del decreto chiarisce che il Codice Identificativo Regionale deve essere indicato in tutte le comunicazioni inerenti la pubblicità, la promozione, la commercializzazione e la prenotazione e la vendita di ciascuna struttura, sia che avvenga con scritti o stampati o supporti digitali o via web o con qualsiasi altro mezzo all’uopo utilizzato. Questo significa che ovunque pubblicizziamo il nostro immobile, anche sui gruppi Facebook, dovremo indicare sul titolo dell’annuncio e comunque in modo ben visibile:

– la tipologia di struttura, nel nostro caso “alloggio ad uso turistico”;

– il Codice Identificativo Regionale (CIR).

Occorre inoltre munirsi di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) che dovrà essere utilizzato per le comunicazioni fra pubblica amministrazione e struttura.

Come già accennato in precedenza, il decreto prevede altri due importanti adempimenti in merito alla gestione degli ospiti:

– la comunicazione dei dati degli ospiti, entro 24 ore dal loro ingresso, al Commissariato di P.S. competente, attraverso la piattaforma web “alloggiatiweb” (per ottenere le credenziali di accesso occorrerà rivolgersi personalmente al commissariato competente);

– l’inserimento dei dati relativi alle presenze dei turisti nella piattaforma “Turist@t” (sistema di rilevazione) entro 24 ore dall’arrivo degli ospiti ed entro 24 ore dalla loro partenza, nonché i periodi di chiusura temporanea dell’alloggio.

Chi effettuerà i controlli e le sanzioni?

La circolare 27026 del 10 agosto 2022 specifica che saranno le città metropolitane ed i liberi consorzi comunali a vigilare periodicamente sulla regolarità di strutture ricettive ed alloggi ad uso turistico, mentre le sanzioni vere e proprie verranno irrogate dai comuni e gli introiti provenienti da dette sanzioni confluiranno nelle casse comunali.

È più che legittimo porsi una domanda: hanno diritto ad ottenere il Codice Identificativo Regionale (CIR) gli alloggi ad uso turistico abusivi (quindi sprovvisti di certificato di agibilità), ma che già da parecchi anni hanno ottenuto l’allaccio fognario, idrico, elettrico ed i proprietari hanno sempre pagato l’imposta municipale e la tassa sui rifiuti?

Saranno non pochi a porsi questa domanda. Stiamo cercando di trovare la risposta consultandoci con più comuni. A breve aggiorneremo questo articolo con una risposta più esauriente possibile.

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Aggiornamento al 17 settembre 2022

Il Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo con una circolare, precisamente la prot. n. 30549 del 15/09/2022, posticipa al 31 ottobre 2022 il termine per la richiesta del CIR, inizialmente fissato all’11 settembre, poi prorogato al 30. La circolare stessa motiva tale concessione:

1) alla necessità di snellire le procedure per l’ottenimento del CIR;

2) per poter accogliere un elevato numero di richieste di una tempistica meno stringente.

Inoltre, a partire dal 3 ottobre 2022, non sarà più necessario presentare al comune la Comunicazione di Offerta di ospitalità (C.M.O.), procedura attualmente in vigore, ma sarà sufficiente compilare un modulo di autocertificazione contenente “i dati identificativi del soggetto richiedente e dell’immobile oggetto di locazione turistica”. Il modulo dovrà poi essere trasmesso via PEC all’indirizzo del Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Detto modulo “sarà disponibile on line sulla piattaforma Turist@t a far data dal prossimo 3 ottobre 2022”.

Qualche nostro lettore si chiederà:

Perchè non far decorrere immediatamente la nuova procedura con l’autocertificazione piuttosto che attendere fino al 3 ottobre?

La motivazione potrebbe essere di natura tecnico organizzativa, ovvero nella necessità del dipartimento del tempo necessario di predisporre un apposito servizio per la ricezione delle PEC e poter quindi avviare l’iter burocratico che ne consegue, dal momento che, ci sembra di capire, che a partire dal 3 ottobre 2022 i comuni potrebbero non essere più coinvolti nella ricezione delle CMO.

Il nuovo modulo di autocertificazione va trasmesso via PEC soltanto al dipartimento, oppure anche al comune presso cui è ubicato l’alloggio, così come avviene per l’attuale CMO?

La circolare non sembra chiarisca bene questo aspetto, anche se, da come è scritta, il nuovo modello sia da trasmettere soltanto al dipartimento. In tal caso i comuni non sarebbero più coinvolti nell’iter per l’ottenimento del CIR.

Nel nuovo modulo di autocertificazione si dovranno certificare solamente “i dati identificativi del soggetto richiedente e dell’immobile oggetto di locazione turistica” oppure anche il possesso di tutta la documentazione da allegare all’attuale CMO, anche se non sarà più necessario allegarla?

Se lo scopo del C.I.R. è combattere l’abusivismo edilizio, migliorando così la qualità dell’offerta turistica in Sicilia, potrebbe essere difficile che il dipartimento abbia improvvisamente deciso di rilasciare il C.I.R. ad immobili non agibili e con impianti elettrici fatiscenti. Ecco perché dichiarare il possesso del certificato di abitabilità (oppure la segnalazione certificata di agibilità) e l’asseverazione degli impianti, almeno di quello elettrico, potrebbe essere fondamentale al rilascio del CIR.

Vien da pensare che l’eventuale “stralcio” della documentazione legata alla sicurezza degli ospiti, anche a discapito della qualità dell’offerta turistica, sarebbe probabilmente un passo indietro rispetto all’obiettivo principale della norma. In tal caso, non sarebbe forse stato meglio pensare al CIR come strumento per la lotta contro l’abusivismo fiscale invece che edilizio?

Vi terremo aggiornati anche su questo aspetto.

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