Già 2600 anni fa questo luogo suggestivo, dominato dal sole e dal silenzio, fu scelto dai Greci. “Abitata dopo molto fatica” significa il suo nome. Kamarina è oggi un sito archeologico a picco sul mare, dotato di un ricco e ben curato museo che custodisce, ritrovati, restaurati, indagati da noti e valenti studiosi dell’antichità, vasi, ex voto per la dea Atena e molto altro che ci narra come si viveva da queste parti allora, quando questo era un importantissimo porto per gli scambi nel Mediterraneo. Moltissimo altro prezioso materiale del sito si trova oggi a Siracusa, al museo Paolo Orsi. Qui passarono a rifornirsi le navi da guerra di Scipione l’Africano, di Cesare e di Ottaviano. Gli Arabi la distrussero nel IX sec., ma il nome di Kamarina restò indelebile nella cultura dei grandi della Storia, tanto che proprio in questo territorio, fu concesso alla contessa di Modica, la colta e raffinata Vittoria Colonna, di fondare la città che porta il suo nome. Nell’Ottocento su questo promontorio, quando tutta la gloria del passato era dimenticata, fu costruita una masseria i cui resti oggi costituiscono la struttura del delizioso museo, con un piccolo parcheggio antistante, troppo poco frequentato.

Lungo la passeggiata archeologica ci si ritrova ammaliati dalla potenza della vista e dalle correnti del mare che negli anni non hanno mai smesso di erodere le basi dell’altura… Kamarina, una perla destinata a sparire? Ai vostri piedi la peculiare vegetazione della duna costiera, a ovest l’ampia e tranquilla spiaggia di Cammarana, a est, verso Randello, lidi meravigliosi quanto appartati come Passo Marinaro (un piccolo tratto è stato scelto peraltro da una nota azienda che possiede resort di lusso nei posti più belli del mondo, il Club Med). Sotto Kamarina scorre, ormai piccolo e lento, il fiume Ippari, cantato un tempo da Pindaro, poeta greco del V sec. Storie e leggende di questa foce hanno ispirato una fine letteratura (il noto latinista Virgilio Lavore scrisse il meraviglioso romanzo “Il tesoro di Cammarana”, 1996) e il folklore popolare: per moltissimi anni l’estate di Scoglitti è stata animata dai colori della festa “d’o Re Cuccu”, il Re Cucco, “gufo”, figura ispirata a quelle preziose monete con l’effige della Civetta sacra ad Atena, nascoste intorno a Kamarina. Presso il museo si organizzano festival, mostre, premi che rendono viva la vocazione culturale di questo indimenticabile angolo di mondo.

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